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	<title>Aurelio Mancuso - blog</title>
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		<title>La Santa Baracca non regge più &#8211; Settimanale &#8220;gli Altri&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 14:54:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Aurelio Mancuso Quando si pensa di stupire con benedetti scoop provenienti dai sacri palazzi vaticani, che raccontano d’intrighi, invidie, detronizzazioni, è chiaro che si è immersi nel gioco antico di fornire allo Stato più anacronistico del mondo, una valenza positiva. Premesso che prestarsi a far da passacarte dei vari “corvi” della Curia non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/ratzinger_benedetto-xvi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1235" title="ratzinger_benedetto-xvi" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/ratzinger_benedetto-xvi-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>di Aurelio Mancuso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando si pensa di stupire con benedetti scoop provenienti dai sacri palazzi vaticani, che raccontano d’intrighi, invidie, detronizzazioni, è chiaro che si è immersi nel gioco antico di fornire allo Stato più anacronistico del mondo, una valenza positiva. Premesso che prestarsi a far da passacarte dei vari “corvi” della Curia non è giornalismo ma pettegolismo, presentare come eccezionali rivelazioni che riguardano le pugnalate curiali, è un’operazione di rimozione storica buffa e che favorisce l’ignoranza e la goffa reverenzialità nei confronti di un’istituzione cupa, reazionaria, medioevale. Solo Dio sa quanto rimane da vivere al papa, sicuramente il suo pontificato è infecondo per tre ragioni essenziali. I suoi sforzi contro la modernità risultano disperati e indigesti a una parte consistente, e silente, della cattolicità occidentale.<span id="more-1234"></span>continua a leggere Debole teologo, incapace governante, disastroso diplomatico, Ratzinger è prigioniero della Curia, che non gli riconosce autorevolezza, e men che meno vuol perdere potere a favore dei suoi più stretti collaboratori. Il papa tedesco è troppo tradizionalista per riformare la chiesa cattolica e troppo mondano per sostenere il rigore cristiano. Il destino di Ratzinger somiglia a quello di tanti papi, che in diverse epoche hanno contribuito a infettare il messaggio cristiano con il potere temporale. Tutto questo stupore per gli intrighi vaticani, trattati con disarmante superficialità dalla stampa italiana, è infantile e in  linea con il clima culturale instaurato grazie al berlusconismo e all’antiberlusconismo. Tornando al Vaticano, l’unico commento degno di nota, è di una persona seria, Alberto Melloni, che sul Corriere ha spiegato in cosa consiste la crisi della chiesa cattolica italiana. Lo storico cattolico, scrive con chiarezza tre cose fondamentali: la collegialità sinodale non è mai stata portata a compimento, la gerarchia cattolica italiana è troppo impegnata a giocare sullo scacchiere politico e sempre sul lato destro, il Concilio Vaticano II è stato umiliato, degradato a un “concilietto disciplinare”. Altro che pettegolezzi e complotti! Qui sta il nocciolo della questione, e Melloni si fa scappare, in conclusione una frase emblematica “in questo inverno desolante, solo la collegialità potrà essere la primavera”. Tradotto tutta la baracca non regge più. Se un fiero conservatore come Melloni scrive questo, perché i giornali della sinistra non sono all’attacco? Non parlano dell’assurdità dell’istituzione vaticana? Dei danni che quest’anomalia storica ha prodotto sulla società italiana? Forse perché il Vaticano è rassicurante, un soggetto politico riconosciuto con cui fare i conti e anche accordi.  Alla sinistra intellettuale e politica le processioni e le vesti dorate piacciono, perché gli insegnamenti del Vangelo si possono ignorare, la superstizione no. Quello che va sotto il titolo di “sentimento religioso” è il collante cui si appiccicano tutte le conventicole di ogni orientamento politico, perché se dopo la caduta del Muro, venissero meno anche le mura Leonine, sarebbe davvero un disastro per gli intellettuali di sinistra del belpaese. Se nel resto dell’Occidente l’improbabile, per ora, ipotesi di un crollo dei vertici vaticani (la Chiesa cattolica sarebbe in grado di trasformarsi e rinnovarsi) avrebbe un impatto tenue, per l’Italia invece sarebbe una salutare tragedia, seguita da un tempo di immane conversione spirituale e pulizia dentro e fuori le strutture cattoliche, che travolgerebbe buona parte delle classi politiche italiane. Certo si tratta di pura fantapolitica, però l’annotazione è doverosa: il cattolicesimo non ha bisogno del Vaticano, anzi senza di esso il cammino ecumenico subirebbe una straordinaria accelerazione, il papa finalmente spogliato dai blasfemi paramenti del capo di Stato, e ritornato a esser “primus inter pares”, nella sua bella San Giovanni in Laterano, potrebbe senza Curia, nunzi apostolici, nobiltà nera, guardie svizzere, contribuire alla diffusione dei valori cristiani.</p>
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		<title>Baci gay davanti a Montecitorio</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 14:26:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A premier Monti e leader partiti consegnati baci di cioccolata Baci gay, stamani, davanti alla Camera dei deputati, ma anche baci di cioccolata, consegnati da alcune associazioni ai leader dei partiti e al premier Mario Monti. Il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo e il presidente di Equality, Aurelio Mancuso hanno consegnato a Palazzo Chigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/baci-san-valentino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1230" title="baci-san-valentino" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/baci-san-valentino-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>A premier Monti e leader partiti consegnati baci di cioccolata</strong><br />
Baci gay, stamani, davanti alla Camera dei deputati, ma anche baci di cioccolata, consegnati da alcune associazioni ai leader dei partiti e al premier Mario Monti. Il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo e il presidente di Equality, Aurelio Mancuso hanno consegnato a Palazzo Chigi cioccolatini e cartoline, per ricordare alle istituzioni e alla politica che le coppie omosessuali in Italia non hanno diritti. Nel mirino anche il senatore Carlo Giovanardi per le sue frasi sui baci gay. (ANSA) &#8211; ROMA, 14 FEB -</p>
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		<title>Il fumetto delle rose. Arrivano in Italia i manga gay e lesbici</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:38:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Settimanale gli Altri QUEERCARTOON di Aurelio Mancuso In attesa che la vita reale regali alle persone lgbt italiane la possibilità di potersi costruire rapporti d’amore riconosciuti e tutelati nasce a Bologna la prima casa editrice di manga gay. Da giugno dell’anno scorso questo nuovo progetto si caratterizza nel proporre una linea di fumetti “pop e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/queer-cartoons.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1225" title="queer cartoons" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/queer-cartoons-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Settimanale <strong><span style="color: #ff0000;">gli Altri</span></strong> QUEERCARTOON</p>
<p style="text-align: justify;">di Aurelio Mancuso</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa che la vita reale regali alle persone lgbt italiane la possibilità di potersi costruire rapporti d’amore riconosciuti e tutelati nasce a Bologna la prima casa editrice di manga gay. Da giugno dell’anno scorso questo nuovo progetto si caratterizza nel proporre una linea di fumetti “pop e divertenti, ma anche romantici e sensuali provenienti da ogni parte del globo”</p>
<p style="text-align: justify;">.“Renbooks è la prima casa editrice italiana di fumetti totalmente dedicati al pubblico GLBT. – spiega Rino Giordano, che ha fondato la casa editrice -  lo staff è composto da professionisti del settore che lavorano insieme da anni e che da tempo, dopo aver costituito il service editoriale Ren studio e dato il via alla linea di web comic gratuiti Ren comics, volevano realizzare un progetto editoriale stimolante”.<span id="more-1224"></span>continua a leggere</p>
<p style="text-align: justify;">Quella di creare Renbooks era un’esigenza non solo creativa ma anche di coscienza: “In un momento storico nel quale la comunità GLBT è sotto l’occhio del ciclone &#8211;  gli fa eco Fabio Freddi, l’altro fondatore &#8211; sentivamo l’urgenza di fare qualcosa e di scendere in campo in prima persona con i nostri mezzi.”</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso, la redazione si trova a Bologna, storica sede delle lotte GLBT che è anche considerata uno dei punto cardine dell’editoria a fumetti italiana. Anche per questi motivi, buona parte della produzione Renbooks è dedicata a fumetti dal carattere sociale, senza togliere spazio ai sentimenti e all’erotismo, che sarà uno dei punti cardine della casa editrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un profano questi libri di fumetti sembrano semplicemente la trasposizione dei tanti cartoni animati giapponesi che affollano le nostre reti tv, solamente in versione più sentimentale gay.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece la storia è ben più articolata, così si scopre che ciò che grazie a Renbooks, è proposto finalmente in Italia è il fumetto gay giapponese, che in patria è diffusissimo e apprezzato, e che per la precisione si denomina “Bara manga”, cioè il fumetto delle rose. Il termine è  curioso e che deriva da come in Giappone fin dagli anni ’60 vengono chiamati i gay: Barazoky, cioè tribù delle rose.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il termine Barazoku -  ci spiega Rino &#8211; nasce appunto negli anni ’60, ed è stato coniato da Ito Bungaku, storico editore eterosessuale che lanciò, in un momento nel quale nei paesi orientali l’omosessualità maschile era malvista, un mensile di fumetti, foto e articoli simile all’americano “physique pictorial” chiamata appunto Barazoku”</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, in Italia sbarca un genere di fumetto, che fino ad oggi sconosciuto, solitamente i personaggi delle storie sono uomini molto virili, principalmente bears (i bears sono gli uomini generalmente pelosi e non magri, all’interno di questo vasto mondo vi sono differenti tipologie e gusti) e simili, e questo ha sempre spaventato gli editori italiani a tradurli.</p>
<p style="text-align: justify;">Però Rino e Fabio, non si accontentano di sollecitare un pubblico gay che sicuramente è potenzialmente vasto ma scommettono anche sugli Yuri, ovvero i fumetti a tematica lesbica.</p>
<p style="text-align: justify;">“Anche qui – ricorda Fabio &#8211;  il nome deriva dall’estro di Bungaku, che con Yurizoku, cioè “Tribù dei gigli” coniò il nome per le lesbiche nipponiche”.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza dei Bara manga, gli Yuri sono arrivati in Italia, ma sono passati sotto silenzio, indice naturalmente della doppia discriminazione che subiscono le lesbiche in quanto tali e donne.</p>
<p style="text-align: justify;">La Renbooks naturalmente oltre alle esperienze maturate nel campo dai due fondatori, si avvale di molte collaborazioni per le traduzioni dal giapponese all’italiano e soprattutto, aspetto assai complesso riuscire ad assicurarsi i diritti dalle case editrici.</p>
<p style="text-align: justify;">“Eravamo assai timorosi – racconta Rino Giordano – perché pensavamo che difficilmente i giapponesi ci avrebbero accordato collaborazioni e contratti per i diritti, invece siamo rimasti stupiti dall’entusiasmo di molti operatori del settore che ci hanno solleticato a portare avanti il nostro progetto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non ci si può limitare al fumetto giapponese, cosi la Renbooks, sta cercando di accaparrarsi nomi di fama internazionale, tra cui  Steve MacIsaac dall’America, Song dalla Francia , Javi Chuo, Julián Almazán e Alfonso Casas Moreno dalla Spagna. Ma soprattutto la conferma di talenti italiani come Giulio Macaione e Mattia Surroz e la ricerca di nuovi talenti come Nathanielle, nome d’arte della fumettista Flavia Biondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’avvertenza per i neofiti i manga pubblicati si sfogliano da destra verso sinistra rispettando così la lettura originale giapponese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa leggere</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Baciando il cielo </strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Kotaro Takemoto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto può essere difficile essere gay e innamorati? Cosa ci spinge l’uno fra le braccia dell’altro? L’amicizia resiste ai sentimenti? Si possono amare due persone contemporaneamente? E i vecchi amori possono ancora contare qualcosa?</p>
<p style="text-align: justify;">Kotaro Takemoto, autore attivo fin dagli anni ‘90 sulla rivista Barazoku, prova a darsi e darci delle risposte in un volume composto da 10 storie brevi che vi toccheranno il cuore, realizzate con uno stile che ricorda tanto i cartoni animati degli anni ’80.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Rica’tte kanji – Una novellina a Tokyo </strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Rica Takashima</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’arrivo a Tokyo e l’inizio della vita universitaria, per Rica coincidono con la scoperta di  un mondo LGBTQI fino a quel momento a lei sconosciuto, fatto di locali, di attivismo e di persone felici di essere quel che sono. Rica, Miho, Michiru e tutte le fantastiche figure femminili nate dalla mente di Rica Takashima, si muovono fra le mille seduzioni della città in una storia divertente dallo stile pop!</p>
<p style="text-align: justify;">Rica Takashima vive in America dove scrive, disegna e fa parte di un collettivo d’arte.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Virtus  &#8211; Una storia ambientata tra i gladiatori romani</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Questa storia scritta da Gengoroh Tagame, che è il più famoso dei fumettisti giapponesi di Bara manga, è ambientata nell’antica Roma, tra i gladiatori intenti a dar vita a sanguinosi duelli e grandi passioni. La storia di Gaius, novello gladiatore, e di Crescens, la stella dell’arena, è coinvolgente ed eccitante. La particolarità del fumetto, è sicuramente la messa in evidenza delle psicologie dei personaggi e di un erotismo spinto, raramente presente nei Bara manga.</p>
<p style="text-align: justify;"> Le sorprese e gli annunci non finiscono qui. Tenete d’occhio il sito <a href="http://www.renbooks.it/">http://www.renbooks.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Abolizione articolo 18 estenderebbe razzismo e omofobia</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:49:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno degli aspetti di cui si parla assai poco quando si affronta la discussione sull’articolo 18, è che grazie a questa norma e alla Direttiva Europea 78/2000 che ne rafforza il senso e suoi recepimenti, in Italia non è possibile licenziare, tutte quelle persone che sono purtroppo soggette di maggiori discriminazioni, tra cui le persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Articolo18-legge-638x425.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1220" title="Articolo18-legge-638x425" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Articolo18-legge-638x425-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Uno degli aspetti di cui si parla assai poco quando si affronta la discussione sull’articolo 18, è che grazie a questa norma e alla Direttiva Europea 78/2000 che ne rafforza il senso e suoi recepimenti, in Italia non è possibile licenziare, tutte quelle persone che sono purtroppo soggette di maggiori discriminazioni, tra cui le persone omosessuali e transessuali. Non entrando nel merito del confronto aperto tra le parti sociali e il Governo, sulla riforma del mercato del lavoro, Equality Italia intende però segnalare, che anche in una logica di riorganizzazione delle tutele e di una loro estensione, non si possa non tenere conto di un aspetto concreto che riguarda migliaia di lavoratrici e di lavoratori, che attiene alle discriminazioni che subiscono sul posto di lavoro in ragione della propria condizione d’età, di genere, di provenienza nazionale, convinzione religiosa o filosofica, disabilità, orientamento sessuale e identità di genere. Chiediamo, quindi, al ministro Elsa Fornero, ai sindacati e agli imprenditori, di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno delle discriminazioni sul posto di lavoro, così come indicato nelle Direttive europee nel Trattato di Lisbona.<br />
Aurelio Mancuso presidente Equality Italia</p>
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		<title>Corriere della Sera: Mutui, 16 mila domande da coppie omosessuali</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:44:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA — Non le aveva mai censite nessuno. Lo ha fatto un sito finanziario: mutui.it. E ha scoperto che nel 2011 sono state 16 mila le coppie di omosessuali che hanno fatto richiesta di un mutuo. Per comprare la prima casa, principalmente. Ma anche per ristrutturarla. Oppure per una surroga. Insomma: per fare quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/mutui.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1216" title="mutui" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/mutui-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>ROMA — Non le aveva mai censite nessuno. Lo ha fatto un sito finanziario: mutui.it. E ha scoperto che nel 2011 sono state 16 mila le coppie di omosessuali che hanno fatto richiesta di un mutuo. Per comprare la prima casa, principalmente. Ma anche per ristrutturarla. Oppure per una surroga. Insomma: per fare quello che fanno le coppie, da sempre. In Italia, però, quelle omosessuali lo fanno senza garanzie, perché nel nostro paese le coppie omosessuali non hanno alcun riconoscimento legale, a differenza di quanto succede in molti paesi europei. Ma lo fanno. Con convinzione. «Abbiamo chiesto un mutuo per comprare una casa in Brianza così come abbiamo deciso di sposarci in casa con una festa fra amici e parenti», racconta Gianluca Ciccone, 38 anni, da sette anni convivente con Teseo Parolini, 38 anni anche lui e tutti e due in media con le statistiche di mutui.it. <span id="more-1215"></span>continua a leggere Che rilevano come sia di 40 anni l&#8217;età media della coppia che richiede il mutuo. Anche Giuseppina La Delfa e Raffaella Hoedts rispettano la media. Adesso hanno rispettivamente 49 e 48 anni e stanno insieme da trent&#8217;anni. Ed è da quando è nata la loro figlia Lisa, dieci anni fa, che hanno deciso di chiedere un mutuo cointestato e di comprare una casa in un paesino dell&#8217;Irpinia. «Le imprese private in Italia stanno avanti mille miglia in termini di diritti rispetto alle leggi», lamenta Giuseppina. E spiega: «Le banche non fanno alcuna storia a concedere i muti alle coppie omosessuali. Alcune assicurazioni si fanno addirittura carico dei bambini di coppie omosessuali. Lisa, invece, che ho partorito io, per la legge italiana non ha alcun legame con Raffaella, la mia compagna con la quale abbiamo fatto un Pacs in Francia ormai dodici anni fa». Chiedono i mutui più alti le coppie omosessuali: 190 mila euro, in media, contro 160 mila. «E questo a garanzia di una solidità fra le coppie omosessuali che il mercato registra ma il Parlamento continua a voler ignorare», dice Paola Concia, deputata del Pd, sposata in Germania con la sua compagna Ricarda. Anche loro stanno pensando di comprare una casa. «Probabilmente lo faremo in Germania dove abbiamo più garanzie legali», dice. E Aurelio Mancuso, presidente di Equality si chiede: «Se una sola società immobiliare fornisce un dato così importante, quante sono in realtà le coppie di gay e di lesbiche che vivono sotto lo stesso tetto? Solo la politica non ne vuole tenere conto, a dispetto di tutte le statistiche che fotografano una realtà omosessuale molto viva e presente in Italia».</p>
<p style="text-align: justify;">Al.Ar.</p>
<p style="text-align: justify;">Corriere della Sera giovedì 2 febbraio 2012</p>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.aureliomancuso.it%2F2012%2F02%2F02%2Fcorriere-della-sera-mutui-16-mila-domande-da-coppie-omosessuali%2F&amp;title=Corriere%20della%20Sera%3A%20Mutui%2C%2016%20mila%20domande%20da%20coppie%20omosessuali" id="wpa2a_10"><img src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mancuso (Equality Italia): ottimo l&#8217;impegno sulla direttiva europea sulle discriminazioni. Ora i fatti</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ “Si è conclusa oggi l’audizione del Ministro Elsa Fornero  nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, rispetto alla sua attività come responsabile delle deleghe sulle Pari Opportunità. Rispetto al primo intervento tenuto la scorsa settimana il Ministro ha integrato il relazione scritta e l’introduzione di questa mattina con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/elsa-fornero_650x447.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1211" title="elsa-fornero" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/elsa-fornero_650x447-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a> “Si è conclusa oggi l’audizione del Ministro Elsa Fornero  nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, rispetto alla sua attività come responsabile delle deleghe sulle Pari Opportunità. Rispetto al primo intervento tenuto la scorsa settimana il Ministro ha integrato il relazione scritta e l’introduzione di questa mattina con parti che mancavano, soprattutto inerenti le discriminazioni delle persone lgbt. Equality Italia apprezza la volontà del Ministro di mantenere saldo l’obiettivo di impegnarsi su tutti e sei i fattori di discriminazione che sono alla base delle Direttive dell’Unione Europea: genere, provenienza nazionale, età, disabilità, convinzione religiosa o filosofica, orientamento sessuale e identità di genere. In particolare è positivo che il Governo Monti si impegnerà in sede europea affinché, al contrario di quello che è fatto il Governo Berlusconi, a sostenere la conclusione dell’iter della nuova Direttiva “orizzontale” sulle discriminazioni, atto concreto che una volta approvato obbligherà anche all’Italia di adeguare la propria legislazione per esempio in merito ai diritti di cittadinanza delle persone migranti,  <span id="more-1209"></span>nella lotta contro l’omofobia e transfobia. Ora sono necessari passi concreti, il coinvolgimento dell’associazionismo, il superamento di alcune incertezze e confusioni iniziali, tendenti a sottovalutare o a non conoscere aspetti importanti, come l’assenza in Italia di azioni positive, tra cui il riconoscimento giuridico delle coppie gay, la piena cittadinanza per i bambini nati in Italia da persone migranti, il riordino della normativa riguardante le persone disabili, la tutela dei bambini nati in famiglie omogenitoriali, interventi concreti per l’integrazione e tutela lavorativa, in special modo delle persone transgender, campagne informative, interrelazione con il ministero della Pubblica Istruzione rispetto ai fenomeni di bullismo di genere, omofobico, xenofobo”. Aurelio Mancuso presidente Equality Italia</p>
<p>via<a href="http://du109w.dub109.mail.live.com/mail/InboxLight.aspx?n=1367746838&amp;fid=1&amp;fav=1&amp;mid=c78d643a-4c25-11e1-98c9-00215ad99f00&amp;fv=1#n=1597940957&amp;fid=1&amp;fav=1&amp;mid=c77f0ab7-4c25-11e1-9f6e-00237de4a6ea&amp;fv=1">Hotmail &#8211; backsoul@hotmail.it</a>.</p>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.aureliomancuso.it%2F2012%2F01%2F31%2Fmancuso-equality-italia-ottimo-limpegno-sulla-direttiva-europea-sulle-discriminazioni-ora-i-fatti%2F&amp;title=Mancuso%20%28Equality%20Italia%29%3A%20ottimo%20l%26%238217%3Bimpegno%20sulla%20direttiva%20europea%20sulle%20discriminazioni.%20Ora%20i%20fatti" id="wpa2a_12"><img src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Equality Italia: il 3 Febbraio su Rai Tre il film MILK, no a censure</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il film &#8221;Milk&#8221;, che nel 2009 ha ottenuto due Oscar, uno per l&#8217;interpretazione di Sean Penn e l&#8217;altro per la miglior sceneggiatura originale, andra&#8217; in onda su Rai Tre venerdi&#8217; 3 febbraio in prima serata. A darne notizia e&#8217; Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che invita la Rai a non operare censure sulla pellicola. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/milk.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1190" title="Milk movie poster" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/milk.jpg" alt="" width="259" height="383" /></a>Il film &#8221;Milk&#8221;, che nel 2009 ha ottenuto due Oscar, uno per l&#8217;interpretazione di Sean Penn e l&#8217;altro per la miglior sceneggiatura originale, andra&#8217; in onda su Rai Tre venerdi&#8217; 3 febbraio in prima serata. A darne notizia e&#8217; Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che invita la Rai a non operare censure sulla pellicola. Il film racconta la storia di Harvey Milk, militante dei diritti civili e omosessuale, assassinato, insieme al sindaco di San Francisco, da un suo collega consigliere comunale, che lo odiava proprio per il suo impegno a favore delle persone gay e di tutte le minoranze. Equality Italia, che collabora con la Harvey Milk Foundation &#8211; presieduta dal nipote dell&#8217;eroe gay, Stuart Milk &#8211; esprime la speranza che non si operino censure di sorta. &#8221;Sarebbe un fatto gravissimo &#8211; dice Mancuso &#8211; che non subiremmo inermi. Siamo d&#8217;altro canto certi, visti gli infortuni del passato, che la Rai non ricadra&#8217; negli stessi errori. <span id="more-1188"></span>Questo film e&#8217; una vera opera d&#8217;arte, che in Italia e nel mondo e&#8217; stata vista da milioni di persone e che ricorda come la determinazione, la capacita&#8217; di coinvolgere differenti aspirazioni e richieste di tutele possono trasformarsi in azioni che costruiscono una nuova Storia. Attendiamo, quindi, fiduciosi che il pubblico televisivo possa apprezzare integralmente una vicenda che ha commosso tutta l&#8217;opinione pubblica sensibile ai temi delle liberta&#8217; e dei diritti civili&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
</p><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.aureliomancuso.it%2F2012%2F01%2F30%2Fequality-italia-il-3-febbraio-su-rai-tre-il-film-milk-no-a-censure%2F&amp;title=Equality%20Italia%3A%20il%203%20Febbraio%20su%20Rai%20Tre%20il%20film%20MILK%2C%20no%20a%20censure" id="wpa2a_14"><img src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Africa, Ban Ki Moon chiede di rispettare i diritti dei gay &#8211; Repubblica.it</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 18:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il segretario generale dell&#8217;Onu, a pochi giorni dall&#8217;uccisione in Uganda di un attivista omosessuale, lancia un monito ai Paesi del continente contro le discriminazioni su base sessuale. In Italia le associazioni chiedono un impegno del nostro governo A POCHI giorni dal primo anniversario della morte di David Kato, l&#8217;attivista gay barbaramente ucciso in Uganda, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Il segretario generale dell&#8217;Onu, a pochi giorni dall&#8217;uccisione in Uganda di un attivista omosessuale, lancia un monito ai Paesi del continente contro le discriminazioni su base sessuale. In Italia le associazioni chiedono un impegno del nostro governo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/162823558-595bd1ad-f072-4ec4-8a2e-adb6ea6e59b0.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1198" title="Becley Aigbuza" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/162823558-595bd1ad-f072-4ec4-8a2e-adb6ea6e59b0-252x300.jpg" alt="" width="252" height="300" /></a>A POCHI giorni dal primo anniversario della morte di David Kato, l&#8217;attivista gay barbaramente ucciso in Uganda, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, lancia un monito ai Paesi africani, in difesa dei diritti delle persone omosessuali. Lo fa parlando ad Addis Abeba, durante il 18° summit dell&#8217;Unione africana, di fronte ai capi di stato e di governo di Paesi in cui i gay non solo non vengono tutelati, ma possono anche essere uccisi. Nella stragrande maggioranza degli Stati, l&#8217;omosessualità è un reato, e le persone Glbt rischiano il carcere. Le violenze (oltre alle discriminazioni) sono spesso incoraggiate dalla stampa locale ma anche dai leader politici. Le eccezioni sono poche: una di queste è rappresentata dal Sud Africa (quando, qualche giorno fa, il re degli Zulu ha insultato i gay, è stato ripreso dal presidente sudafricano, che ne ha preso le distanze).</p>
<p style="text-align: justify;"> La discriminazione sulla base dell&#8217;identità sessuale &#8220;è stata ignorata o perfino approvata da numerosi Stati per troppo tempo&#8221;, ha sottolineato oggi il numero uno dell&#8217;Onu. &#8220;Questo ha spinto i governi a trattare le persone come cittadini di seconda classe, o perfino come criminali. Combattere queste discriminazioni è una sfida, ma non dobbiamo abbandonare le idee della Dichiarazione universale dei diritti umani&#8221;. <span id="more-1195"></span>Per Ban Ki Moon, &#8220;il futuro dell&#8217;Africa dipende anche dall&#8217;investimento nei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali&#8221;. Oltre alle Nazioni Unite, anche gli Stati Uniti (nella persona del segretario di Stato, Hillary Clinton), Francia e Regno Unito, hanno più volte esercitato pressione sugli Stati africani che discriminano le persone gay, minacciandoli anche di far interrompere il flusso di aiuti occidentali, nell&#8217;ipotesi in cui l&#8217;omosessualità non dovesse essere depenalizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ancora vivo il ricordo della morte dell&#8217;attivista David Kato, ammazzato il 26 gennaio dello scorso anno all&#8217;età di 47 anni, presso la sua abitazione, dopo una campagna di odio che, in Uganda, continua ad essere alimentata ai predicatori evangelici nelle piazze delle periferie causando una versa e propria caccia agli omosessuali. Ancora oggi è in piedi una proposta di legge che chiede la pena di morte per i gay. Nell&#8217;ottobre del 2010, la rivista scandalistica Rolling Stone pubblicò le foto di 100 attivisti gay, con la richiesta di arresto e impiccagione. Tra questi c&#8217;era pure Kato, che venne poi assassinato nella sua abitazione a colpi di spranga. Messaggi di cordoglio per la sua morte arrivarono dall&#8217;Unione Europea, dal Dipartimento di Stato Usa, e varie associazioni tornarono a sollecitare la comunità internazionale ad esercitare pressioni sugli Stati africani.</p>
<p style="text-align: justify;">Una nuova campagna è partita in questi giorni, ad opera del gruppo Everyone, per impedire che un giovane africano sia deportato da San Diego alla Nigeria. Becley Aigbuza, 28 anni, era fuggito in America dopo essere stato torturato e stuprato nel suo paese d&#8217;origine. Lo scorso anno aveva inoltrato al Governo degli Stati Uniti la richiesta di cittadinanza americana, ma ora è a rischio di espulsione per aver richiesto una carta di credito con un falso nome. &#8220;Nel 2008 &#8211; raccontano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne, che seguono il caso &#8211; in un viaggio in Nigeria per fare visita alla zia paterna, scoperta la sua relazione con un ragazzo del posto, è stato da questa denunciato alle autorità di Benin City e prelevato da casa dalla polizia. Portato in una caserma, Becley è stato dapprima picchiato a sangue da alcuni detenuti, dopo che questi erano stati informati dai poliziotti della sua omosessualità, e successivamente torturato con dell&#8217;acido da tre agenti, che lo hanno sodomizzato a turno, per ore, usando una bottiglia di birra. Il giovane gay si è risvegliato in ospedale, con gravi ferite ed ecchimosi su tutto il corpo, una mano rotta e un testicolo mutilato&#8221;. Becley è riuscito a fuggire dall&#8217;ospedale e, grazie all&#8217;aiuto di un parroco che gli ha procurato un nuovo passaporto, a imbarcarsi di nuovo in un volo per San Diego, dove dall&#8217;età di undici anni viveva con il padre. &#8220;Mio padre e tutti i miei familiari in Nigeria &#8211; ha raccontato Becley agli attivisti del Gruppo EveryOne &#8211; hanno giurato di uccidermi, &#8216;per pulire l&#8217;abominio e la vergogna che ho portato in famiglia col mio essere gay&#8217;&#8221;. In queste ore, riferisce l&#8217;associazione, stanno arrivando da tutto il mondo centinaia di richieste di sospensione della deportazione: saranno tutte girate al presidente Obama.</p>
<p style="text-align: justify;">Un messaggio importante, quello di Ban Ki Moon, come rileva Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che dovrebbe essere &#8220;recepito&#8221; anche dall&#8217;Italia: &#8220;Ricordiamo che anche nel nostro Paese i gay sono discriminati. Certo, a differenza dell&#8217;Africa, da noi non ci sono leggi che condannano l&#8217;omosessualità, ma il nostro Paese non attua nessuna politica attiva contro le discriminazioni. E per questo, pur essendo tra i Paesi fondatori dell&#8217;Unione Europea, siamo visti come fanalino di coda per i diritti civili. Basti pensare che l&#8217;amministrazione Obama è da tempo in prima fila per difendere i diritti dei gay, che sono stati recentemente definiti diritti umani. Dal punto di vista diplomatico è stato molto importante&#8221;. L&#8217;Italia, per Mancuso, &#8220;dovrebbe esercitare il suo ruolo nelle Nazioni Unite e in Europa, perché si tutelino le persone omosessuali in tutto il mondo. Qualcosa è stato fatto: grazie al governo Prodi, è stato, infatti, introdotto l&#8217;asilo per ragioni umanitarie per le persone omosessuali. Io personalmente ho seguito molti ragazzi africani, fuggiti in Italia, che hanno richiesto e ottenuto questo status&#8221;. Un plauso a Ban Ki Moon arriva da Paolo Patané, presidente nazionale di Arcigay: &#8220;Parole, quelle del segretario, coerenti con un rinnovato impegno, a livello internazionale, nella lotta ai crimini d&#8217;odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, da parte di Onu, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia&#8221;. &#8220;E l&#8217;Italia dov&#8217;è? &#8211; si chiede polemicamente Patané &#8211; a quale comunità internazionale partecipa? A quella che vuole cambiare e migliorare il mondo o a quella che vuole continuare ad assistere silenziosamente ai massacri di persone lgbt in Africa, e non solo, per non imbarazzarsi del nulla normativo nazionale?&#8221;. L&#8217;Arcigay lancia anche un appello al presidente del consiglio, Monti: &#8220;Vorremmo che su questo il governo riflettesse. In Africa le persone omosessuali e transessuali muoiono per assenza di diritti, ma in Italia certamente non vivono da cittadini. Esiste per noi in questo Paese un diritto all&#8217;esistenza con vere pari possibilità? Arcigay chiede che l&#8217;Italia torni grande in Europa, anche con i diritti, impegnandosi ad una svolta positiva per l&#8217;approvazione della Direttiva orizzontale in materia di parità&#8221;.</p>
<p>di Marco Pasqua via <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2012/01/29/news/africa_ban_ki_moon_chiede_di_rispettare_i_diritti_dei_gay-28967327/">Africa, Ban Ki Moon chiede di rispettare i diritti dei gay &#8211; Repubblica.it</a>.</p>
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		<title>Pd in fermento: il Bersani conteso da centristi e vendoliani</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:28:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/gli-altri-logo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-47" title="gli altri logo" src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/gli-altri-logo.jpg" alt="" width="362" height="197" /></a>Sono molti gli appuntamenti in questo periodo di inizio anno che contrassegnano la lunga marcia che porterà il PD a dover scegliere quali alleanze stringere alle elezioni politiche. Si moltiplicano, quindi, convegni, assemblee, primarie in preparazione dei prossimi appuntamenti di primavera, tra cui una tornata di amministrative.  Cosa sta accadendo lo si può evincere in primo luogo da una sempre più eccitata corsa al riposizionamento. Nella sostanza, in mezzo c’è Bersani che tiene ferma la proposta delle alleanze che si può riassumere: costruire il centro sinistra e verificare se vi sono aree politiche e della società che condividono la proposta di governo.<span id="more-1184"></span>continua a leggere Alla destra Enrico Letta, pezzi consistenti degli ex popolari, una buona porzione di veltroniani, pensa che la foto di Vasto vada stracciata e che bisogna puntare su un’alleanza con il terzo polo, magari convincendo alla fine anche qualcuno a sinistra del PD a starci. Una delle novità nel panorama interno, a torto rappresentato dai grandi media come ossificato, è sicuramente lo spuntare di voci dentro il recinto della grande area bersaniana, che vogliono spostare sul terreno sociale e dei diritti l’asse un po’ tecnocratica degli ultimi tempi. Barbara Pollastrini, già ministro delle Pari Opportunità, sta girando in Italia per presentare il libro scaturito da una convegno milanese dell’anno passato sui diritti civili, e senza tanti giri di parole sollecita il PD a non perdere contatto con una vasta area sociale in grande difficoltà economica, e di prender coraggio sui diritti e le libertà. Anche Fassina, responsabile economico, non molla di un millimetro rispetto alle politiche di tutela del ceto medio e delle classi più povere, rivendicando di aver messo in campo una proposta del PD, condivisa da tutti. La verità è che dentro il popolo, gli iscritti, l’elettorato PD, le due ultime posizioni sono largamente condivise. Dentro l’area bersaniana, compresi molti dalemiani, e pure dentro quella mariniana, molti premono per un più chiaro posizionamento di sinistra, e non pochi sono infastiditi da un eccessivo spazio concesso alla Bindi e ai suoi sostenitori.  I tanti dei contorcimenti e proposte fantasiose sulle alleanze, devono tenere conto, quindi, che l’anima di sinistra dentro il PD è tutt’altro che in ripiegamento.  Un conto sono le schermaglie tra leader e capi corrente, tutt’altro sarà poi l’approdo finale. Si è aperta, quindi, la campagna elettorale interna, già circolano liste di possibili candidati al Parlamento, ma il tutto si dovrà srotolare all’interno delle federazioni, dei regionali, della direzione nazionale. Non a caso l’ingenuo e un po’ contorto ordine del giorno recentemente presentato da Giuseppe Civati sulle primarie per i candidati al Parlamento nell’ipotesi (tutt’altro che peregrina) non si cambi la legge elettorale, si è disintegrato davanti al fuoco di fila delle dichiarazioni pubbliche di Bersani che lo ha assunto, permettendo così alla Bindi di stritolarlo, alla Finocchiaro di impacchettarlo come atto che darebbe un messaggio sbagliato all’esterno rispetto alla priorità assoluta di cambiare la legge elettorale. I sommovimenti comunque non sono tanto questi, piuttosto il PD è alle prese da una parte con il sostegno al governo Monti, complicato e non modificabile allo stato attuale, e dall’altra con la necessità di prefigurare presto la proposta per l’alternativa, per non farsi usare da una compagine tecnico politica, che accarezza l’idea di fare a meno del partitone. Molta acqua deve passare sotto i ponti, la crisi incalza, le proteste si ampliano, l’Europa governata dalla destra  si dimostra inadeguata. E’ sicuro che nel prossimo periodo le aree che governano maggioranza e minoranza interne subiranno scomposizioni e ricomposizioni, chi guarda a sinistra spingerà non solamente ad una alleanza soprattutto con SEL (sull’IDV il giudizio negativo è quasi unanime) se non addirittura a una federazione e persino a un mutamento dello stesso PD. Chi guarda a destra freme per un grande centro che si candida a governare, con alle ali “estreme”,  la destra finiana e dall’altra la sinistra interna del PD. Questa sommaria rappresentazione deve tenere conto che nelle stesse grandi aree uscite da un Congresso ormai lontanissimo, imperversa una certa confusione, per fare un esempio dentro la Marino convivono quelli che sostengono Ichino e quelli che sostengono Fassina. E non è l’unico esempio di strisciante sfilacciamento. Insomma tutto è in mare aperto, e la sensazione che il pacifico bevitore di birra, non avanzerà per ora per strappi traumatici, ma che al di là della bonomia, dell’indubbia simpatia che suscita in tutti, abbia in serbo sorprese. Allo stato attuale è la miglior cosa che potrebbe accadere, viste le altre pasticciate proposte in campo.</p>
<p style="text-align: justify;">di Aurelio Mancuso &#8211; settimanale gli Altri venerdì 27 gennaio 2012</p>
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		<title>Omosessuali, rom, disabili  le vittime senza nome dell&#8217;Olocausto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eccidi dimenticati. Sperimentazioni a lungo negate, per lo più su bambini. Accanto agli ebrei, sono centinaia di migliaia le persone morte nei campi di sterminio nazisti. Alcune associazioni stanno provando a dar loro un volto e una voce Aktion T4, Porrajmos e Omocausto. Hanno un nome, quelli che in molti definiscono gli Olocausti dimenticati. Disabili, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Eccidi dimenticati. Sperimentazioni a lungo negate, per lo più su bambini. Accanto agli ebrei, sono centinaia di migliaia le persone morte nei campi di sterminio nazisti. Alcune associazioni stanno provando a dar loro un volto e una voce</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/095030725-8ed362d7-12bc-4fdf-a5e9-0834a3e1a016.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1203" title="Locale gay chiuso e controllato dai nazisti " src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/095030725-8ed362d7-12bc-4fdf-a5e9-0834a3e1a016.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Aktion T4, Porrajmos e Omocausto. Hanno un nome, quelli che in molti definiscono gli Olocausti dimenticati. Disabili, rom e omosessuali sterminati durante gli anni del nazismo, grazie anche al ruolo svolto dai regimi fascisti collaborazionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso non hanno più un volto e una voce, perché furono in pochi a sopravvivere ai folli piani di sterminio messi in atto da Hitler e a poter, quindi, trasmettere quella Memoria, fondamentale per tramandare le atrocità commesse dall&#8217;uomo. Anche la matematica dell&#8217;orrore, quella che dovrebbe documentare e far comprendere nella sua brutalità numerica, con le cifre delle persone morte, la portata di questo sterminio, deve fare i conti con documenti fatti sparire o con (è il caso dei rom) l&#8217;assenza di una tradizione scritta. Oppure, come avviene per i gay, con la negazione della loro omosessualità, anche dopo la liberazione dai campi di concentramento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://video.repubblica.it/cronaca/io-tra-i-malati-da-sterminare/86697/85087">VIDEO &#8211; &#8220;Io, tra i malati da sterminare&#8221; 1</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1202"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche i Testimoni di Geova furono perseguitati, tra il 1933 e il 1945 (diecimila internati, prevalentemente tedeschi): a loro veniva anche offerta &#8211; invano &#8211; la possibilità di rinunciare al loro credo religioso, in cambio della libertà. Olocausti che &#8211; come hanno fatto notare, non senza qualche polemica, alcune associazioni &#8211; si è spesso cercato di dimenticare. E sono proprio</p>
<p style="text-align: justify;">le associazioni come l&#8217;Avi (per la tutela delle persone disabili), Arcigay e Gay Center, Opera Nomadi e Aizo (rom e sinti) ad aver organizzato, nella settimana della Memoria, alcuni eventi, in tutta Italia, per cercare di far conoscere, ad esempio, l&#8217;Aktion T4, il programma nazista di eutanasia che, in nome dell&#8217;igiene della razza cara ai nazisti, portò alla soppressione di almeno 70mila persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da malformazioni fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">O l&#8217;Omocausto, che portò alla morte di almeno 7mila omosessuali nei campi di sterminio nazisti (oltre alle decine di migliaia di persone che vennero condannate sulla base del Paragrafo 175, quello che puniva gli atti e, persino, le fantasie omosessuali). E, infine, lo Porrajmos, che in lingua romaní indica la &#8220;devastazione&#8221;: furono più di mezzo milione i rom e i sinti morti nei campi di sterminio. I piani di sterminio degli zingari vennero attuati non soltanto nei territori annessi dal dominio nazista, ma anche da parte dei governi collaborazionisti, come la Romania e la Jugoslavia, che furono, insieme alla Polonia, tra i principali teatri di questa persecuzione. Ad Auschwitz erano rinchiusi nel tristemente noto Zigeunerlager, ed erano contraddistinti dal triangolo marrone. Come Barbara Ritter, cecoslovacca rom, scomparsa due anni fa. Una delle poche persone a raccogliere la sua testimonianza, durante un incontro che si è tenuto a Ginevra, è stata Carla Osella, presidente dell&#8217;Aizo (Associazione Italiana Zingari Oggi). A lei ha raccontato della deportazione nel campo, nel reparto dell&#8217;&#8221;angelo della Morte&#8221;, quel Josef Mengele noto per i suoi esperimenti medici e di eugenetica che svolse usando come cavie umane i deportati, anche bambini. &#8220;Barbara venne rinchiusa nel lager di Mengele, e qui sottoposta ad una serie di esperimenti. Le inocularono la malaria, per vedere se era in grado di guarire. Non morì, a differenza di tante persone, tutti bambini, che erano con lei&#8221;, racconta Osella. &#8220;Uno dei racconti più atroci che mi fece, fu quello che vide per protagonista un bimbo, ad Auschwitz. Per tenere buoni i bambini, Mengele era solito dar loro della cioccolata. Un giorno prese uno di questi e, proprio di fronte a Barbara, gli sparò, senza alcuna apparente motivo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Barbara assistette anche a numerosi tentativi di ribellione, da parte dei rom, nei confronti dei soldati nazisti. &#8220;La Ritter si salvò, perché, dopo essere stata trasferita a Buchenwald, riuscì a fuggire, mentre chi era rimasto ad Auschwitz fu ucciso&#8221;, ricorda ancora la presidente dell&#8217;associazione. Ma i racconti come questo sono pochi. &#8220;Non ho notizia, in Italia, di nessun rom sopravvissuto all&#8217;Olocausto, che sia ancora in vita &#8211; dice Massimo Converso, presidente dell&#8217;Opera Nomadi &#8211; E poi c&#8217;è il problema, a livello di trasmissione della memoria, dell&#8217;assenza di una tradizione scritta. I rom erano spesso analfabeti&#8221;. Mezzo milione i morti certi, anche se di moltissimi zingari si è persa ogni traccia, senza che si possa dire con certezza che siano stati uccisi dai nazisti. E questo potrebbe spiegare perché altre stime parlino di un milione e mezzo di morti. In provincia di Viterbo, a Blera, ne vennero chiusi una cinquantina in un campo di concentramento repubblichino, sconosciuto ai più. &#8220;Dal settembre del 1943 al giugno del 1944&#8243;, spiega Converso, che ieri, a Roma, ha preso parte alla tradizionale fiaccolata che ricorda i rom uccisi. Silvia Cutrera, a capo dell&#8217;Avi (associazione per la vita indipendente) è, invece, riuscita a intervistare il tedesco Friedrich Zawrel: classe 1929, venne internato nello &#8220;Am Spiegelgrund&#8221;, un ricovero, a Vienna, per bambini &#8220;disturbati mentalmente&#8221;, e che, sotto il Terzo Reich, fu trasformato in &#8220;centro dell&#8217;orrore&#8221;. Era considerato affetto da comportamento deviato, perché figlio di un alcolizzato non in grado di prestare servizio militare: in più aveva anche marinato alcune lezioni, a scuola. &#8220;Ha personalmente assistito agli esperimenti condotti sui bambini, ricoverati insieme a lui &#8211; racconta la Cutrera &#8211; Non venivano uccisi, ma si somministravano loro farmaci, per vedere chi riusciva a vivere più a lungo oppure per studiare le loro reazioni. Anche lui fu costretto a prendere medicine letali&#8221;. Dopo aver subito molestie e violenze, ha cercato di fuggire. Riacciuffato, è stato segregato per un anno in una cella di isolamento: è riuscito a salvarsi soltanto grazie all&#8217;aiuto di una infermiera.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Rosa era, invece, il colore del triangolo che indicava, nei campi di concentramento, gli omosessuali. &#8220;Le stime sui morti, in questo caso, sono difficilissime &#8211; racconta Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center &#8211; perché molti non volevano ammettere di essere omosessuali. Altri vennero portati nei campi di concentramento per altri motivi e, quindi, la loro omosessualità non emergeva&#8221;. &#8220;E&#8217; una storia cancellata, la loro&#8221;, dice Porpora Marcasciano, presidente del MIT (movimento di identità transessuale) e componente del Comitato nazionale Bologna Pride 2012, &#8220;anche per colpa di quel pudore cattolico che porta a censurare determinati argomenti. E bisogna considerare che molti gay erano anche deportati politici e non avevano alcuna intenzione di dichiarare il loro orientamento sessuale, anche una volta liberati&#8221;. Tra i pochi &#8211; è forse l&#8217;unica, in Italia, a poter ancora ricordare quegli anni di persecuzioni &#8211; c&#8217;è la transessuale Lucy, che entrò nel campo di sterminio di Dachau come Luciano. E che, nel 2010, per la prima volta, è tornata a visitare il luogo dal quale è riuscita miracolosamente a salvarsi. Alcuni volti di omosessuali internati ad Auschwitz sono esposti, da giovedì, nell&#8217;ambito di una mostra, allestita a Roma, nella sede del Municipio XI, curata da Gay Center e Arcigay Roma, con il supporto della comunità ebraica di Roma e dell&#8217;Ucei. &#8220;Di Omocausto si è iniziato a discutere in Italia grazie a quegli studiosi, soprattutto tedeschi, che hanno sollevato il caso &#8211; osserva Aurelio Mancuso, presidente di Equality &#8211; Fino a non molto tempo fa, una ventina di anni fa, non si parlava affatto delle vittime omosessuali. C&#8217;erano anche difficoltà relative alle fonti e ai documenti&#8221;. &#8220;Bisogna poi ricordare quelle centinaia di persone mandate al confino dal regime fascista &#8211; aggiunge Mancuso &#8211; e che, comunque, rientravano nelle persecuzioni dell&#8217;epoca contro gli omosessuali&#8221;. Mancuso evidenzia anche il ruolo chiave svolto dalle comunità ebraiche italiane nel portare alla luce la questione dell&#8217;Omocausto: &#8220;Si è fatto molto lavoro comune, fondamentale per una memoria condivisa, e tanti rabbini si sono pronunciati in merito alle persecuzioni dei gay durante il periodo nazista&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di MARCO PASQUA via <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/26/news/olocausti-28828016/">Omosessuali, rom, disabili le vittime senza nome dell&#8217;Olocausto &#8211; Repubblica.it</a>.</p>
</p><div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.aureliomancuso.it%2F2012%2F01%2F26%2Fomosessuali-rom-disabili-le-vittime-senza-nome-dellolocausto%2F&amp;title=Omosessuali%2C%20rom%2C%20disabili%20%20le%20vittime%20senza%20nome%20dell%26%238217%3BOlocausto" id="wpa2a_20"><img src="http://www.aureliomancuso.it/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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