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Equality Italia: giu’ le mani dalla Divina Commedia

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 ”L’unico commento che si puo’ fare, prima di mettersi a ridere, e’ giu’ le mani dalla Divina Commedia”. A reagire cosi’ alle affermazione dell’associazione ‘Gherush92′, secondo la quale la Divina Commedia andrebbe eliminata dai programmi scolastici o, quanto meno, letta con le dovute accortezze, contenendo stereotipi, luoghi comuni, contenuti e frasi offensive, razziste, islamofobiche e antisemite, e’ Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, rete trasversale italiana per i Diritti Civili che si batte appunto contro razzismo, omofobia, antisemitismo e discriminazioni in generale. “E un’opera magna riconosciuta dal mondo, e’ figlia del suo tempo come lo era Dante. Prendersela con la Divina Commedia e’ come prendersela con la Bibbia. E poi nella nostra scuola, anche se messa un po’ male, la si studia con una forte storicizzazione, a tutto merito dei professori”, aggiunge Mancuso. “Bisognerebbe piuttosto scagliarsi contro gli scrittori, i giornalisti che oggi sono dichiaratamente razzisti, omofobi, islamofobi. Mi piacerebbe che questi campioni del modernismo, del politically correct, analizzassero tutti i tomi che in questi ultimi anni sono stati scritti con chiari intenti razzisti, discriminatori”, conclude Mancuso. (Spe/Col/Adnkronos)

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“Il PD non deve tacere sui diritti civili” – articolo su l’Unità di Aurelio Mancuso

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Tra le tante crisi che stiamo vivendo, sicuramente, ce n’è una che dalla classe dirigente italiana non è considerata degna di attenzione, e che invece contribuisce all’attuale fase di enorme difficoltà. Si tratta della scomparsa dal dibattito pubblico dei diritti civili e delle libertà individuali. In Italia le sinistre politiche, intellettuali e sociali non ritengono questo tema decisivo per il cambiamento, anzi come sappiamo, si giudica fastidioso, fonte di divisione da rimandare a tempi migliori (che non arrivano mai). Nel PD, è stata istituita molti mesi fa una commissione ad hoc presieduta da Rosy Bindi e nulla trapela sulla discussione in atto e i tempi per l’elaborazione di una proposta.  Continue reading ““Il PD non deve tacere sui diritti civili” – articolo su l’Unità di Aurelio Mancuso” »

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Preoccupati per deleghe a Riccardi su famiglia e antidiscriminazione

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“Con alcune tensioni tenute debitamente nascoste all’opinione pubblica, le deleghe sulla famiglia e di contrasto alle discriminazioni sono state affidate ad Andrea Riccardi, ministro per l’integrazione e la cooperazione internazionale, invece che attribuirle al ministero che, coerentemente con la delega principale del Welfare, avrebbe dovuto gestirle. Ci preoccupa questa scelta da parte del presidente Mario Monti, perché è evidente a volontà di affidare, a un cattolico ossequioso  alle posizioni più retrive della gerarchia vaticana, due questioni importantissime che hanno invece bisogno di una visione concretamente laica e rispettosa delle differenze presenti nella società. Continue reading “Preoccupati per deleghe a Riccardi su famiglia e antidiscriminazione” »

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L’Italia (e il cinema) salvati dai migranti

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Settimanale gli Altri venerdì 16 settembre 2011

Aurelio Mancuso

Se di un colpo i quattro milioni e mezzo di stranieri regolari e i circa settecentomila senza permesso di soggiorno sparissero dal nostro Paese cosa accadrebbe? Se lo domanda, “Cose dell’altro mondo” film di Francesco Patierno presentato fuori concorso al Festival di Venezia. Un’intuizione straordinaria perché immediatamente fa comprendere che il disastro sociale sarebbe assicurato. Per esempio, partendo dall’esercito delle cosiddette “badanti” o anche collaboratrici domestiche si raggiunge comodamente la cifra di due milioni di addette, tra cui quasi la metà in nero. continua a leggere

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Nazionalisti alla carica : “Via stranieri e gay”

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La Repubblica 22 agosto 2011

Dopo le ronde nere, Saya rilancia il suo partito neofascista. Il Pd: sono razzisti, fermateli

MARCO PASQUA

ROMA – Due anni dopo il tentativo di dar vita alle ronde nere, attraverso la creazione di una Guardia nazionale, Gaetano Saya, il leader del Msi-Dn, ci riprova, sfidando magistratura e ministero dell´Interno. Lo fa lanciando le cosiddette Legioni per la sicurezza e la difesa della Patria, braccio operativo di quel Partito nazionalista italiano (Pni) che vuole liberare l´Italia da immigrati e gay. Le sue milizie, che si incontreranno per la prima volta il 24 e 25 settembre a Genova, saranno formate da volontari: il reclutamento è già partito sul web. Per entrare a far parte di questo “esercito”, aperto anche agli appartenenti alle forze dell´ordine, è necessario acquistare una divisa simile a quella delle ronde nere: camicia bianca o ocra, cravatta e cintura nere, scudetto dell´Italia e il Sole nero, simbolo del misticismo hitleriano.

In un programma articolato in 25 punti, viene delineata la strategia dei nazionalisti: «Far uscire l´Italia dall´Europa», «impedire ogni nuova immigrazione di non italiani» e «costringere tutti i non-italiani immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977 a lasciare il territorio nazionale». Tra i piani dei miltanti del Sole nero c´è anche quello di «obbligare gli omosessuali a lasciare il Parlamento e le istituzioni». Un programma benedetto da Domenico Scilipoti, deputato del gruppo dei Responsabili che, lo scorso mese di maggio, ricevette da Saya la proposta di guidare la formazione neofascista. L´ex parlamentare dell´Idv si disse «onorato» di quella richiesta e suggerì di far rientrare il Msi-Dn in Parlamento.

Contro questi legioni, che avranno il compito di «combattere l´arrivo dei nuovi barbari» (ovvero degli immigrati), è intervenuto il parlamentare Emanuele Fiano: «Il Pd chiederà al governo di compiere atti concreti nell´osservanza della legge, perché non sia permesso a questo personaggio di proporre l´arruolamento ad una milizia razzista che avrebbe il compito di battersi contro comunisti, zingari, albanesi, marocchini e islamici di vario colore. Bisogna agire perché sia impedito di diffondere idee di odio razziale e di xenofobia». Paola Concia, deputata lesbica del Pd, chiama in causa Scilipoti: «Come è possibile che si sia detto onorato di guidare una formazione politica che può essere denunciata per istigazione all´odio razziale? Cosa ne pensano i suoi colleghi di centrodestra? Il ministro Mara Carfagna faccia intervenire il suo Ufficio anti-discriminazioni: Saya va fermato».

Al ministro dell´Interno si rivolge anche il presidente di Equality, Aurelio Mancuso: «Maroni tuteli le possibili vittime di aggressione, in particolare migranti, ebrei e gay, soggetti oggetto dell´incitamento all´odio presente sui siti e blog di questi gruppi. In attesa che la Magistratura indaghi è necessario che dalle Istituzioni giungano chiare prese di posizione».

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