ROMA — Non le aveva mai censite nessuno. Lo ha fatto un sito finanziario: mutui.it. E ha scoperto che nel 2011 sono state 16 mila le coppie di omosessuali che hanno fatto richiesta di un mutuo. Per comprare la prima casa, principalmente. Ma anche per ristrutturarla. Oppure per una surroga. Insomma: per fare quello che fanno le coppie, da sempre. In Italia, però, quelle omosessuali lo fanno senza garanzie, perché nel nostro paese le coppie omosessuali non hanno alcun riconoscimento legale, a differenza di quanto succede in molti paesi europei. Ma lo fanno. Con convinzione. «Abbiamo chiesto un mutuo per comprare una casa in Brianza così come abbiamo deciso di sposarci in casa con una festa fra amici e parenti», racconta Gianluca Ciccone, 38 anni, da sette anni convivente con Teseo Parolini, 38 anni anche lui e tutti e due in media con le statistiche di mutui.it. continua a leggere Che rilevano come sia di 40 anni l’età media della coppia che richiede il mutuo. Anche Giuseppina La Delfa e Raffaella Hoedts rispettano la media. Adesso hanno rispettivamente 49 e 48 anni e stanno insieme da trent’anni. Ed è da quando è nata la loro figlia Lisa, dieci anni fa, che hanno deciso di chiedere un mutuo cointestato e di comprare una casa in un paesino dell’Irpinia. «Le imprese private in Italia stanno avanti mille miglia in termini di diritti rispetto alle leggi», lamenta Giuseppina. E spiega: «Le banche non fanno alcuna storia a concedere i muti alle coppie omosessuali. Alcune assicurazioni si fanno addirittura carico dei bambini di coppie omosessuali. Lisa, invece, che ho partorito io, per la legge italiana non ha alcun legame con Raffaella, la mia compagna con la quale abbiamo fatto un Pacs in Francia ormai dodici anni fa». Chiedono i mutui più alti le coppie omosessuali: 190 mila euro, in media, contro 160 mila. «E questo a garanzia di una solidità fra le coppie omosessuali che il mercato registra ma il Parlamento continua a voler ignorare», dice Paola Concia, deputata del Pd, sposata in Germania con la sua compagna Ricarda. Anche loro stanno pensando di comprare una casa. «Probabilmente lo faremo in Germania dove abbiamo più garanzie legali», dice. E Aurelio Mancuso, presidente di Equality si chiede: «Se una sola società immobiliare fornisce un dato così importante, quante sono in realtà le coppie di gay e di lesbiche che vivono sotto lo stesso tetto? Solo la politica non ne vuole tenere conto, a dispetto di tutte le statistiche che fotografano una realtà omosessuale molto viva e presente in Italia».

Al.Ar.

Corriere della Sera giovedì 2 febbraio 2012

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