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Primarie: domenica 18 novembre Paola Concia e Aurelio Mancuso iniziative in provincia di Siena

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Siena, 16 nov. – (Adnkronos) – Una domenica autunnale piena di iniziative in provincia di Siena per i sostenitori di Pierluigi Bersani per elezioni primarie di centrosinistra. Domenica 18 novembre, infatti, il comitato provinciale ”Siena per Bersani”, in collaborazione con il comitato tematico ”L’Italia dei Diritti con Bersani”, organizzeranno alcune iniziative in provincia di Siena con ospiti d’eccezione come Anna Paola Concia. La parlamentare del Partito democratico parteciperà insieme ad Aurelio Mancuso, promotore del comitato nazionale, e a Niccolo’ Guicciardini, segretario provinciale Pd, al pranzo di sottoscrizione presso il ristorante ”Tiziana”, in località Tre Berte a Montepulciano, per spostarsi poi a San Giovanni d’Asso dove, in occasione della Mostra mercato del tartufo bianco, si terrà un volantinaggio a sostegno della candidatura di Bersani. Alle ore 21, infine, Anna Paola Concia e Aurelio Mancuso parteciperanno, insieme alla parlamentare Pd, Susanna Cenni e al referente provinciale di Siena del comitato ”L’Italia dei Diritti con Bersani”, Giancarlo Pagliai, a un dibattito sulle tematiche che riguardano da vicino la tutela dei diritti civili e sociali. L’iniziativa si terrà a Casole d’Elsa, presso il Centro ricreativo Cavallano in Via XXV Aprile, e vedrà la partecipazione anche di alcuni membri del comitato provinciale e di molte persone attive nell’associazionismo. ”Il nostro territorio – commenta Giancarlo Pagliai, referente provinciale del comitato ‘L’Italia dei Diritti con Bersani’ – è molto sensibile alle tematiche sui diritti civili e la giornata di domenica sarà un’occasione molto importante per approfondire e stimolare il confronto sulle tematiche femminili, sui diritti per le coppie di fatto, sulle discriminazioni, sulle precarie condizioni di vita nelle carceri e su argomenti delicati come il diritto di cittadinanza e il testamento biologico. (altro…)

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Aids: domani 1 Dicembre mega condom in piazza Montecitorio. Il governo investa su prevenzione

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Domani, giovedì 1 dicembre alle ore 10 un grande condom di 4 metri sarà esposto a Montecitorio in occasione della giornata internazionale per la lotta all’Aids. Un flash mob promosso da Equality Italia, rete per i diritti civili, Nps Network Persone Sieropositive e Arcigay Roma che saranno davanti al Parlamento per chiedere ‘Più prevenzione, più salute’, distribuendo preservativi e lanciando un appello al premier Mario Monti e al governo perché dimezzino i costi dei preservativi, che in Italia è tra i più alti al mondo.

 “Nel nostro paese crescono i casi di diffusione di hiv e di malattie a trasmissione sessuale nell’indifferenza generale e nella distrazione della politica che da anni non programma sulla prevenzione – afferma Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia – e i casi di infezione aumentano soprattutto tra i più giovani e le donne: un vero allarme sociale, nonostante siano passati 30 anni dalla scoperta del virus. Il Governo Monti, per risparmiare sui costi della sanità, investa nella prevenzione. Dimezzare entro tre anni le nuove infezioni da HIV tramite prevenzione e campagne mirate consentirebbe di risparmiare decine di milioni di euro  ogni anno”.

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RS – Mancuso (Equality Italia): da Sacconi parole indegne la “barzelletta” propone un refrain caro alla destra estrema italiana.

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Comunicato:

Mancuso (Equality Italia): da Sacconi parole indegne la “barzelletta” propone un refrain caro alla destra estrema italiana.

Rassegna stampa:

– Unità – Venerdì 9 Settembre 2011

Per la «barzelletta» sulle suore Sacconi finisce nella bufera

Reazioni durissime dopo la «storiella» sulle religiose violentate

Anna Finocchiaro: «Chieda scusa». Camusso: «Sono sgomenta»

La battuta sulle suore violentate scatena uno tsunami politico. Rosy Bindi: «Intollerabile misoginia». Dopo ore di silenzio il ministro tenta l’exit strategy: «Era solo un paradosso politicamente scorretto»

Per ore e ore l’unico a stare in silenzio è lui, Maurizio Sacconi, ministro della Repubblica. Ma alla fine diventa impossibile rimanere indifferente alla sequela di aggettivi che gli vengono rivolti in un crescendo inarrestabile: «Miserabile», «indegno», «fa pena», «volgare», «indecente». E così, ieri poco prima dell’ora di cena il nostro tenta una goffa exit strategy, tirando in ballo il compianto Guido Carli e la «disonestà intellettuale» di chi ha osato criticarlo: «Sfortunato quel Paese nel quale dovessero prevalere il rifiuto di ogni dimensione ironica e la perdita della capacità di sorridere anche di fronte ai paradossi più politicamente scorretti». Altro che «paradossi politicamente scorretti», altro che «battute innocue», come dicono i pochi sodali del Pdl: la famigerata barzelletta con tanto di stupro di suore offerta in pubblico per polemizzare con la Cgil ha scatenato uno tsunami di reazioni che potrebbero non lasciare indenne l’ex socialista folgorato anni fa, come tanti altri, sulla via del Cavaliere. La scena si svolge ieri l’altro sera ad «Atreju», la festa dei giovani Pdl, dove Sacconi sta dibattendo sull’articolo 8 della manovra, quello che permette di derogare dal contratto nazionale aprendo de facto la strada alla libertà di licenziamento in aperto conflitto con l’articolo 18. Un tema drammatico, sul quale il nostro interviene con una, chiamiamola così, metafora: «Faccio un sempio un po’ blasfemo – dice, l’inconsapevole – per rispondere alla Cgil rispetto agli scenari apocalittici che ha fatto: vale quanto disse una suora in un convento del ‘600, dove entrarono dei briganti che violentarono tutte le suore tranne una. Il Sant’Uffizio interrogò quest’ultima e le chiese: come mai non è stata violentata? Lei rispose: perché ho detto di no». Gelo in sala. La rabbia esplode ieri mattina, assumendo subito i contorni di un caso politico. Durissima la nota di Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, presidente e vicepresidente del gruppo del Pd al Senato: «Signor ministro, la barzelletta che ha raccontato è stata da lei stesso definita blasfema. Noi la riteniamo offensiva per tutte le donne. Abbiamo valutato in questi giorni assai negativamente la sua politica in materia di lavoro e pensione delle donne italiane. Ma non le possiamo consentire di oltraggiare la loro dignità. Chieda pubblicamente scusa a tutte le donne e sappia ammettere il suo errore». Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: «Sgomenta l’idea che a un ministro della Repubblica venga in mente di utilizzare lo stupro come esempio per distinguere le opinioni che i sindacati possono avere sulla manovra: la sua è anche la peggiore delle visioni maschiliste che si possano avere». Rosy Bindi: «Non ci sono scuse che possa offrire per la gravità e la volgarità della sue parole. Un esempio intollerabile di misoginia». Il comitato delle donne di Senonoraquando: «In nessun altro paese democratico un esponente di governo sceglierebbe la metafora dello stupro per esprimere una sua valutazione politica, svelando la sua visione del rapporto tra uomini e donne». Leoluca Orlando, Idv: «Dovrebbe chiedere scusa e dimettersi immediatamente… ha una concezione della donna da Medioevo». Monica Cerutti, Sel: «Un’aberrante dichiarazione che serve solo a svelare la (sub) cultura irrispettosa e volgare di certa destra italiana». E ancora: la conferenza delle donne del Pd, il presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso, le donne della Cgil… Senza possibilità d’appello, la condanna di Suor Eugenia Bonetti, responsabile dell’Ufficio anti-tratta dell’Usmi, l’Unione superiori maggiori d’Italia: «Caro ministro, le spiego il mio disgusto», scrive la religiosa sul sito di Famiglia Cristiana: «Il ministro Sacconi ha utilizzato una barzelletta agghiacciante che parla di suore violentate consenzienti. Questo è il livello di un ministro della Repubblica». Una lapide l’osservazione di Suor Rita Giarretta, anch’essa protagonista del movimento di Senonoraquando: «Il ministro mi fa pena». Pochi ma strabilianti i tentativi di difendere il ministro del lavoro. La sottosegretaria alla salute, Eugenia Roccella, ex radicale femminista passata alle allegre armate azzurre nonché organizzatrice del Family day, parla «di grave strabismo ideologico, che non prende in considerazione il dato di cui si parla». Di «cinico moralismo del Pd» favella Maurizio Castro del Pdl, secondo cui quella di Sacconi altro non era se non «un’innocua barzelletta», mentre il medesimo Sacconi sarebbe «uomo impegnato con coerenza dolorosa e compiuta nella difesa degli autentici valori della tradizione cristiana in Italia». In silenzio, almeno fino a sera, i piissimi Giovanardi, Quagliariello, Bondi.



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Una “Wikileaks” dei gay nascosti ma omofobi

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il Fatto Quotidiano 17 settembre 2011

SUL WEB PRESTO “NOMI DI POLITICI ITALIANI” –

di Federico Mello

La grande rete internet potrebbe presto metterci di fronte a un nuovo caso dalle conseguenze incalcolabili. Se Julian Assange è diventato un mito – amato e odiato – pubblicando sul web i “cable” top secret delle ambasciate di mezzo mondo, un gruppo di anonimi adesso promette di scatenare il panico tra decine e decine di personalità italiane, di sollevare infinite discussioni sul binomio privacy/ trasparenza e di rilanciare il dibattito sulla legislazione per i diritti civili delle persone omosessuali. continua a leggere

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Maria De Filippi: la Lady Oscar della tv italiana

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Di Aurelio Mancuso – Settimanale Gli Altri 02/03/2011

Tra tutto il trash che si propina in televisione il suo è talmente sobrio da essere gradevole. Ma il sesso resta un tabù.

Recentemente sta circolando una foto del matrimonio della premiata ditta Costanzo&DeFilippi, che ritrae “Maria”, contenta come se dovesse salire al patibolo. Un’immagine oggi lontana, ma che riporta a tempi in cui la nostra, creativa scoperta dal maestro, muoveva i primi passi nella palude pericolosa dei media italiani. Oggi la premiata ditta sembra ribaltata, con una presenza televisiva della De Filippi compulsiva, e Costanzo che si diletta solamente in alcuni esperimenti di nicchia. L’algida pavese, conduttrice, ideatrice dei format televisivi di grandissimo successo come Uomini e Donne, Amici, C’è posta per te, ormai trotta sicura nel palinsesto, consapevole Lady Oscar che si batte per la difesa di Maria Antonietta – tv commerciale, con tutte le armi a disposizione.

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