0

Aurelio Mancuso scrive a Pierluigi Bersani per il riconoscimento delle coppie omosessuali

-

Caro Pierluigi Bersani,

come iscritto al Pd mi rivolgo a te per chiedere cosa impedisce al gruppo dirigente di esprimere finalmente una posizione chiara sul riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Nel giro di due giorni Hollande e Obama hanno ribadito il loro impegno sui matrimoni gay, altri partiti democratici e socialisti hanno fatto approvare nei loro paesi leggi di diverso tipo sulle unioni civili. Cosa si interpone tra la mission del Partito democratico, che per sua stessa nascita vuole assumersi il compito di cambiare e rendere più umana e civile la società italiana, e la proclamazione chiara e comprensibile di una proposta? La questione è ampiamente conosciuta in tutto il mondo, non sono necessari ulteriori studi, è invece urgente una parola inclusiva e coerente con l’evoluzione delle democrazie mature. Attendo con fiducia un tuo intervento, che si rivolga a quei milioni di persone, che indipendentemente dal loro orientamento sessuale, guardano al Pd e all’intero centro sinistra come progetti che possono cambiare davvero l’Italia.

Con rinnovata stima

Aurelio Mancuso

Share
0

Equality Italia: solidarietà alla comunità ebraica italiana per l’attentato di Tolosa

-

Quello che è accaduto a Tolosa, oltre a essere un attentato gravissimo contro adulti e bambini inermi, giustamente preoccupa le comunità ebraiche di tutto il mondo, compresa quella italiana. Nell’esprimere la nostra condanna rispetto al vile attentato, e profonda solidarietà alle comunità e famiglie coinvolte, vogliamo dedicare alle vittime di Tolosa il convegno da noi organizzato insieme al Municipio XI di Roma il 26 marzo, con il patrocinio della comunità ebraica di Roma, dove sarà presentata l’indagine sull’antisemitismo in Italia. All’incontro parteciperanno l’on. Fiamma Nirestein, l’on. Jéan Léonard Touadi, Riccardo Pacifici presidente della Comunità Ebraica di Roma Carla Di Veroli, Andrea Catarci, assessora e presidente dell’XI Municipio, Mauro Ghimenti Direttore ISA.

Aurelio Mancuso Presidente Equality Italia

Share
0

Media e Renzi: tra Carosello e evocazioni Pop, ma non chiamatelo Forrest Gump – settimanale gli Altri

-

La7 - Renzi ospite alla trasmisione ottoemezzo

di Aurelio Mancuso

Nel lento declino del berlusconismo irrompe l’era renzista e i mass media si riorganizzano per tracciare il nuovo corso. A differenza del Cavaliere il Sindaco d’Italia non è puro prodotto pubblicitario, ovvero non attinge alla tecnica della mera mescita delle teorie e pratiche comunicative americane. Matteo Renzi è un misto tra gli spot di Carosello e le evocazioni letterarie pop con qualche scorribanda nei testi classici. Berlusconi e Renzi che a torto si cerca di sovrapporre, pascolano nella stessa vasta prateria del volgo tenendosi il più lontano dai linguaggi paludati delle corti dei palazzi del potere. Se un tratto comune si può trovare, è la straordinaria ferocia ammantata dai ceroni (per Berlusconi sempre più tenui) di bonomia. Da giorni il palinsesto è invaso di servizi e approfondimenti sul neo presidente del Consiglio, una raffigurazione che si sostiene esaltando la giovane età, la velocità della decisione (per ora solamente presunta) la distanza con le polverose Aule parlamentare, l’indagine tra i suoi più stretti collaboratori, e purtroppo, anche la sempre eterna descrizione dei look delle ministre. I giornali tentano insomma di ricondurre il fenomeno Renzi all’interno dei soliti rassicuranti binari comunicativi. Come al tempo della discesa in campo di Berlusconi il sistema informativo italiano non è preparato, nonostante che la cavalcata renziana sia ormai iniziata da qualche anno. Berlusconi poteva contare su una televisione commerciale di proprietà e di assoluta affinità rispetto alla sua narrazione, cui prontamente si adeguò il servizio pubblico, in fondo proporre la politica come una saponetta era l’uovo di Colombo, scoperto oltre oceano già da qualche decennio. Il Fiorentino è figura più complessa, accelera e frena con mosse variabili, ha un rapporto con la comunicazione all’apparenza meno costruito, quasi più ruspante e poco filtrato. A differenza di Beppe Grillo, l’altro vero ciclone, non insulta, non minaccia, non domina i suoi interlocutori, Renzi li affoga con il buonsenso, li denuda dalle loro incrostazioni sedimentate dalla troppa frequentazione del potere, quindi, a volte, li grazia, oppure li mette sbeffeggia. In fondo i tre protagonisti della politica italiana sono perfetti per la rappresentazione mediatica di una soap opera intrisa di cinismo, egoismo, buonismo e lacrimevoli tratti di demagogia. Berlusconi da ottimo testimonial di prodotti appetitosi è ora più moderatamente posizionato nell’alveo del settore del diporto e del riposo, Grillo avrebbe sicuramente sterminati spazi nel campo della televendita delle creme rassodanti. Matteo Renzi è buono ad apparire tra i vigneti toscani a reclamizzare il sole, l’agricoltura bio e la pastorizia di prossimità, come per lanciare linee vintage di vestiario e di dolciumi. E’ il Fenomeno oggi la vera antica novità su cui i media cercano di accordarsi, trasudando come sempre d’implicito servilismo nei confronti del nuovo potente di turno (poche le eccezioni) che in qualche modo bisogna pur riverire. Non è detto che Renzi gradisca, ma suo malgrado sopporterà, anche perché la furia rottamatrice (che in alcuni programmi tv e editoriali cartacei sarebbe salutare) non si può abbattere rispetto a un potere di cui non dispone direttamente le leve, anche se la nomina del suo fedelissimo Luca Lotti all’editoria non dovrebbe rassicurare i pettuti alchimisti della comunicazione italiana. Per ora comunque tg e tracimanti talk show politici prendono le misure in attesa delle inevitabili gaffe, errori, speriamo non fallimenti del turbo Renzi. La luna di miele durerà per il tempo necessario, poi anche il presidente del Consiglio dovrà sorbirsi, chiusa la svenevole sequela di consigli e indicazioni programmatiche grondanti dagli editoriali dei grandi giornali, i rimproveri e le distinzioni. D’altro canto i giornalisti politici, le grandi testate sono la sezione fiati dell’orchestra italiana che preferisce le ripetute stonature che la disciplina e la coerenza di una direzione. Un dato è certo, l’era Renzi cambierà profondamente anche il sistema comunicativo, perché se riuscirà nel suo intento di cambiare almeno un po’ l’Italia, regnerà indisturbato per molto tempo e questo non potrà che riorganizzare anche la narrazione del Paese. Se fallirà, si aprirà allo stesso modo una fase drammaticamente complicata, che diromperà anche dentro i media. E’ più probabile però che il nostro Sindaco abbia in mente un percorso  meno lineare, che prevede l’alimentazione a tavolino di onde impetuose e momenti di bassa marea, da possibili crisi pilotate a distribuzione di nomine e pecette per rabbonire, quando sarà necessario, l’ingordo e non ancora agonizzante infetto sistema dei poteri. Lo skipper è assai più esperto di quanto appaia, e la sottovalutazione anche iconografica che i suoi quasi inesistenti competitor politici tentano di accreditare per sentirsi più al sicuro, è poca cosa. Renzi non è Forrest Gump né l’ingiallita riproposizione di Tony Blair. Il suo spartito è tutto da scrivere, questa è la sua forza, anche comunicativa, come la sua possibile strutturale debolezza.

Share
0

L’Italia (e il cinema) salvati dai migranti

-

Settimanale gli Altri venerdì 16 settembre 2011

Aurelio Mancuso

Se di un colpo i quattro milioni e mezzo di stranieri regolari e i circa settecentomila senza permesso di soggiorno sparissero dal nostro Paese cosa accadrebbe? Se lo domanda, “Cose dell’altro mondo” film di Francesco Patierno presentato fuori concorso al Festival di Venezia. Un’intuizione straordinaria perché immediatamente fa comprendere che il disastro sociale sarebbe assicurato. Per esempio, partendo dall’esercito delle cosiddette “badanti” o anche collaboratrici domestiche si raggiunge comodamente la cifra di due milioni di addette, tra cui quasi la metà in nero. continua a leggere

Share
0

Famiglia Cristiana invece di attaccare Fiorello, parli dei preti ammalati di Aids

-

Era scontato che in qualche modo la chiesa italiana avrebbe fatto sentire la sua voce dopo lo stupendo monologo di Fiorello sul preservativo. Famiglia Cristiana attacca il conduttore televisivo perché avrebbe trattato un tema così delicato ridendoci su, e non tenendo conto del sofferente e ampio dibattito internazionale sui metodi di prevenzione. E’ inutile girarci intorno, l’Oms dice chiaramente che tre sono i pilastri su cui si fonda la lotta all’Aids: astinenza, fedeltà, uso del profilattico. La comunità scientifica ha dimostrato in questi anni che le prime due regole sono assai aleatorie, nel senso che dipendono dalla volontà personale, a volte assai distante dai valori proclamati pubblicamente. Anche Famiglia Cristiana sa benissimo, che soprattutto l’astinenza sia scelta personale difficile da attuare, visto che nel mondo sono centinaia i preti sieropositivi e con l’Aids conclamato, continua a leggere

Share