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Roma: la cieca violenza è alimentata dai cattivi maestri

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Come non rimanere increduli davanti alla morte di un giovane di appena 25 anni, deceduto a causa del pestaggio subito l’altra notte in Rione Monti? Come non allarmarsi per il ripetersi di episodi di aggressione nei paraggi del Gay Village ad opera di vere e proprie squadracce? La politica degli annunci e delle retoriche condanne ha stancato. Le istituzioni devono assumere provvedimenti adeguati dal punto di vista della concreta sicurezza dei quartieri e dei luoghi dell’aggregazione. Ma c’è da sottolineare che la responsabilità morale maggiore è di chi negli ultimi anni incita all’odio contro le persone gay, migranti, disabili, culturalmente differenti, ecc. C’è un intero blocco politico e culturale che non sopporta la libertà, le espressioni culturali e sociali, che per fortuna presidiano le notti oscure delle metropoli italiane, sempre più deserte, sempre più abbandonate. Nel degrado, nella noia, nella mancanza di punti valoriali, si alimentano l’odio e la violenza di cui troppi politici pericolosamente si servono per accreditare una società mono cromatica, falsamente ordinata, paurosamente rinchiusa nel coprifuoco imposto dalla scarsità dei mezzi pubblici a disposizione, delle zone che da una certa ora in poi, sono in mano a bande di balordi, gruppi violenti a volte con tinte politiche ben precise. Il dolore per la perdita di una vita di un giovane musicista e per le continue aggressioni nei confronti delle persone lgbt, deve far individuare con chiarezza, oltre che gli esecutori materiali, anche i cattivi maestri, che bisogna con nettezza isolare.

 

Aurelio Mancuso presidente Equality Italia

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Non ci giriamo intorno: è crollato il Pci – settimanale gli Altri

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bersanidi Aurelio Mancuso

Inutile ricercare formule originali per descrivere le macerie in cui è ridotto il Pd. I risultati raccontano con drammatico realismo un dato inconvertibile è crollata la roccaforte di Botteghe Oscure. Da quel lontano 1989 a oggi gli eredi del PCI e in seguito insieme a una parte della Dc, hanno tentato di mantenere in piedi l’area di un terzo dell’elettorato che a tratti si è espansa oltre, per assaltare democraticamente i palazzi del potere, ma non sono mai riusciti a sfondare per ottenere una maggioranza solida, qualsiasi sia stata la legge elettorale per le elezioni politiche. Le analisi si stanno sprecando, rimanendo su una linea il più possibile oggettiva, Bersani ha cercato di mantenere saldo quel terzo sperando in un ampliamento sufficiente per ottenere la maggioranza, ma la vittoria è mancata . Molti pensano che con Renzi il risultato sarebbe stato alla portata, dimenticando un altro dato oggettivo, probabilmente l’erosione del voto a sinistra sarebbe stato importante, non compensato da un recupero sul fianco destro, che come si è visto si è rinsaldato da una parte intorno al Pdl e dall’altra ha seguito la strada grillina. Rimane ora da capire come si potrà affrontare una situazione esplosiva, da una parte la missione impossibile di formare un governo, dall’altra l’apertura della fase congressuale. (altro…)

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Wojtyla in Paradiso: Il cattolicesimo politeista e affarista

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Settimanale gli Altri venerdì 29 aprile 2011

A Karol Wojtyla il 1 maggio sarà riconosciuta dalla chiesa cattolica l’ ascesa in paradiso, quindi, la possibilità di intercedere per le persone rimaste sulla Terra a pregare per nome suo. La beatificazione non è la canonizzazione, quindi, nonostante la santificazione a furor di piazza urlata nel giorno del suo funerale, ci vorrà ancora tempo per la completa gloria tra i santi. Di per se la beatificazione, cui può seguire il processo di canonizzazione, se sono comprovati miracoli ulteriori, è una delle questioni di maggior conflitto teologico tra cattolicesimo e protestantesimo.  Per i protestanti, infatti, santi e beati sono tutti i fedeli in stato di grazia, ed è blasfemo stabilire per l’uomo quale sia la volontà di Dio. Nella sua lunga storia la chiesa cattolica ha trattato la proclamazione dei suoi beati e santi con diverse regole, soprattutto non ha lesinato queste onorificenze e venerazioni più o meno popolari, a lazzaroni, truffatori, simoniaci, miscredenti, di ogni razza e risma. Papa Wojtyla nel suo lungo pontificato a sfornato un numero abnorme di beati e santi da far impallidire tutti i papi della storia: 482 santi e 1.338 beati.  Un vero e proprio esercito che di cui il popolo di Dio difficilmente riesce a rammentare tutta la vastità. L’attuale papa ci va assolutamente più cauto, ma la beatificazione del suo predecessore proprio non se la poteva evitare. In Vaticano tutti sanno che Raztinger vorrebbe su santi e beati operare un giro di vite, ma la beatificazione di Giovanni Paolo II, postulata da potentissimi poteri interni e sostenuta dal consenso e dalla devozione popolare, è inevitabile come lo fu quella di Madre Teresa di Calcutta. Per dovere di cronaca bisogna dire che schiere di teologi cattolici di tutte le sensibilità, da ben prima del Concilio Vaticano II chiedono una robusta e severa revisione della beatificazione e della canonizzazione, fino ad arrivare a una sorta di oblio che non smentisca la Tradizione, e allo stesso tempo la pietrifichi nella storia. Ma Curia, Conferenze Episcopali, ordini religiosi, organizzazioni internazionali come Opus Dei, Legionari di Cristo, confraternite, non vogliono rinunciare allo strumento della devozione. E’ un fatto che i Santuari siano una fonte inesauribile di sostegno morale ed economico per una chiesa, che in una buona porzione dell’occidente fatica nel confronto con la secolarizzazione, ma che è pur sempre in ascesa organizzativa in Africa, in alcune aree dell’America Latina e persino nell’America del Nord, proprio grazie all’apertura di nuovi e lucenti luoghi di culto devozionale. La vera nemesi per la più grande organizzazione monoteista al mondo, si proclama nella dura constatazione che debba ancora perseguire la sovrapposizione del politeismo, sfornando un esercito di beati e santi, che nell’antichità rivestivano il ruolo delle divinità minori o dei semidei. Il bisogno di poter toccare con mano i corpi mummificati dei santi, di venerarne reliquie, o immagini è quanto di più antico e pre cristiano vi possa essere, e alimenta culti, cerimonie, espressioni di adorazione superstiziosa. In questo humus le gerarchie cattoliche ci sguazzano da millenni e come detto prima ha permesso di ripulire personalità che in vita hanno fatto azioni orribili, per “ribattezzarle” nella beatificazione o canonizzazione. Quello che avverrà il primo maggio a Roma non cambia la storia, la reinterpreta per la gioia dei baciapile cattolici e atei di tutte le aree politiche e culturali, utilizzando con sapienza i mass media, proni e complici di questa nuova farsa che di cristiano e di sacro non ha proprio nulla. Wojtyla, è come tanti altri beati e santi una figura controversa, ma nessuno avrà il coraggio di dirlo in modo chiaro e netto. E’ stato un abile manipolatore, un attore che ha saggiamente utilizzato i mass media e i potenti mezzi finanziari, economici e politici del suo piccolo e anacronistico regno (già solo questo dovrebbe far urlare alla bestemmia davanti al Vangelo!) per condurre un’azione di repressione di ogni dissenso all’interno della chiesa cattolica. Ha flirtato con dittatori, banchieri, aguzzini, gerarchi cattolici di cui ha coperto malversazioni, scandali, abusi sessuali. Giovanni Paolo II a differenza di quello che sostengono i cortigiani vaticanisti dei media italiani, non ha rinnovato la chiesa cattolica, l’ha resa ancora più autoritaria e vanagloriosa, l’ha fatta regredire contribuendo con l’attuale papa e suo stretto collaboratore, a cancellare le timide aperture al mondo del Concilio Vaticano II. Non stupirà inoltre leggere nei giorni prossimi entusiaste filippiche di intellettuali di sinistra che rammenteranno l’impegno pacifista di Giovanni Paolo II, il ruolo politico rivestito nel crollo del socialismo reale. Analisi frettolose, contraddittorie su una personalità che ha certamente giocato un ruolo importante nei suoi oltre 25 anni di pontificato, difendendo in ogni dove le politiche più reazionarie. La bonomia, la simpatia mediatica, la capacità di parlare a masse raccolte grazie a un piglio organizzativo straordinario di Giovanni Paolo II, se possono ancora oggi far emozionare gli sprovveduti non credenti (in particolare i politici ossequiosi) per i cristiani, per i cattolici davvero adulti e stanchi, rappresentano la conferma di un inganno. Che la gerarchia cattolica sappia confondere le idee anche ai più avveduti lo dimostra che di volta in volta sa farsi amica una parte dell’opinione pubblica, mettendo in conto di indispettirne un’altra. Così la beatificazione di Pio XII è rimandata, ma non cancellata, e si avanza con quella di Wojtyla, mentre langue quella dell’eroico Arcivescovo Romero, e invece si è proceduto alla canonizzazione di Josemaría Escrivá il fondatore della potentissima Opus Dei. Troppi sono i personaggi ambigui e farabutti di cui le immagini insozzano gli altari di tante basiliche e chiese, da qui la semplice constatazione che queste cerimonie e successive devozioni sono un armamentario funzionale che nulla ha a che fare con il Vangelo, con la narrazione della vita e dei compiti dei dodici apostoli, in generale alla fede. E’ tutta concreta, immonda, ipocrita pratica di strumenti politici, di cui i credenti dovrebbero fare una bella pulizia intima ed esteriore.

Di Aurelio Mancuso

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Stuart Milk in Italia: Diritti Umani e Civili, dal piano internazionale alla situazione italiana

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Equality Italia organizza, in collaborazione con Gaynews24 e l’aiuto e il sostegno di Istituzioni e associazioni, un ciclo di conferenze e incontri di Stuart Milk, personalità internazionale impegnata sui diritti umani e civili, consigliere di molte personalità e organizzazioni, tra cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che nel 2009 ha insignito la Milk Foundation della medaglia presidenziale della libertà.

Stuart Milk, nipote del leader storico del movimento LGBT Harvey Milk, da decenni è impegnato negli Stati Uniti e nel mondo a mantenere vivi i valori dello zio, che si è battuto per i diritti delle persone LGBT, collegando le loro rivendicazioni con altri mondi, esperienze, movimenti sociali e civili. Questa volontà di unire, unica modalità efficace per contrastare davvero l’odio e l’esclusione, sta alla base del progetto di Equality Italia, rete trasversale di persone che intende promuovere un reale impegno a sostegno di tutti i diritti umani e civili, costruendone una nuova consapevolezza ed un nuovo valore, per la società tutta.

Il ciclo di conferenze e incontri di Stuart Milk, previsti a GenovaTorino,MilanoBolognaPadovaRoma, è un’occasione per ascoltare una delle voci più importanti al mondo sulle battaglie civili. Questa nostra iniziativa, siamo certi sarà apprezzata da molte persone, gruppi, istituzioni che concretamente ogni giorno operano affinché anche in Italia si affermi una nuova stagione di riforme civili e di libertà. Ascoltare, dialogare con Stuart ci permetterà di conoscere meglio il movimento per i Diritti americano e internazionale, ci aiuterà a proseguire con più vigore il nostro impegno di portatori di libertà e di umanità, che pretendono più uguaglianza, dignità, opportunità per tutte e tutti.

Aurelio Mancuso – Presidente di Equality Italia

 

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Famiglia Cristiana invece di attaccare Fiorello, parli dei preti ammalati di Aids

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Era scontato che in qualche modo la chiesa italiana avrebbe fatto sentire la sua voce dopo lo stupendo monologo di Fiorello sul preservativo. Famiglia Cristiana attacca il conduttore televisivo perché avrebbe trattato un tema così delicato ridendoci su, e non tenendo conto del sofferente e ampio dibattito internazionale sui metodi di prevenzione. E’ inutile girarci intorno, l’Oms dice chiaramente che tre sono i pilastri su cui si fonda la lotta all’Aids: astinenza, fedeltà, uso del profilattico. La comunità scientifica ha dimostrato in questi anni che le prime due regole sono assai aleatorie, nel senso che dipendono dalla volontà personale, a volte assai distante dai valori proclamati pubblicamente. Anche Famiglia Cristiana sa benissimo, che soprattutto l’astinenza sia scelta personale difficile da attuare, visto che nel mondo sono centinaia i preti sieropositivi e con l’Aids conclamato, continua a leggere

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